Rivista dell'Università in Movimento
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L'ANVUR e il primo concorso a titoli variabili
Sapere / Potere - Analisi
redazione menodizero    31.05.13

bandiera bianca

Bestiario anvuriano

Il sistema di valutazione della ricerca messo in piedi dall’ANVUR si sta rivelando una farraginosa macchina burocratica che produrrà più guasti che vantaggi. Gli errori, le omissioni e le ridicole giustificazioni dell’Anvur sono state denunciate da più parti senza che finora nessuno abbia voluto prendere provvedimenti. Il bestiario anvuriano è ricco di esempi. Basti qui ricordare la chicca della lista di “riviste pazze” denunciata dal sito Roars oppure gli errori nella definizione matematica di “mediana” che hanno portato a pubblicare due volte i valori di riferimento degli indicatori quantitativi delle abilitazioni.


L’ultima perla

Ad abilitazioni ancora in corso si aggiunge adesso nel bestiario anvuriano un’ultima tessera che rischia di avere conseguenze gravi anche da un punto di vista formale. Come è noto il primo bando delle abilitazioni si è chiuso il 20 novembre 2012. Tutti i candidati erano convinti che questa data facesse fede al fine del calcolo degli indicatori bibliometrici. Sia per quanto riguarda il numero delle pubblicazioni che per quanto attiene il numero delle citazioni (per i settori “bibliometrici”). Su questa convinzione i candidati avevano fatto le loro considerazioni circa l’opportunità di presentare domanda al concorso oppure di ritirarla nei tempi previsti dal bando (15 giorni dopo la pubblicazione dei criteri di giudizio da parte delle commissioni). Si riteneva infatti che l’Anvur avrebbe acquisito copia dei database delle citazioni alla data del 20 novembre 2012 per poi calcolare i valori degli indicatori dei candidati dopo l’insediamento delle commissioni. Bene. Nulla di tutto questo è avvenuto.

I valori degli indicatori trasmessi alle commissioni hanno una caratteristica assolutamente unica nel panorama, peraltro ampio, dei concorsi nostrani: una parte dei titoli viene considerata valida se dichiarata alla data del 20 novembre 2012, compreso il numero di pubblicazioni dell’ultimo decennio che forma il primo degli indicatori bibliometrici. Invece il numero di citazioni ricevute, che forma gli altri due indicatori bibliometrici, non viene calcolato a quella data, ma in una data successiva.

Problemi “tecnici”

Problemi “tecnici” avrebbero impedito all’Anvur di conoscere il numero di citazioni alla data prestabilita. Bene ed allora qual è la nuova data a cui viene effettuato il conteggio? Impossibile saperlo, perché non esiste una data unica. I valori dei singoli candidati vengono conteggiati in giorni (settimane, mesi…) diversi e dunque la data cambia da uno all’altro.

Le abilitazioni scientifiche nazionali sono il primo concorso italiano a titoli variabili appositamente concepito per assecondare l’autoreferenziale macchina della burocrazia ministeriale, di cui l’Anvur è il campione.

Conseguenze pratiche

Vediamo quali possono essere le conseguenze.

  1. Dal punto di vista normativo è evidente che la procedura concorsuale non garantisce ai candidati alcuna certezza di trasparenza ed equità di giudizio.
  2. Alcuni canditati che al 20 novembre 2012 non superavano gli indicatori citazionali hanno deciso di non presentare domanda, o di ritirarla dopo averla presentata, perdendo l’opportunità di aumentare i loro valori citazionali nei mesi successivi.
  3. Vengono premiati coloro che hanno “lavorato” nel corso degli ultimi mesi per aumentare le proprie citazioni, anche con pratiche deontologicamente poco corrette (scambi di citazioni, autocitazioni ad arte, ecc..).
  4. I ritardi nelle procedure di sorteggio delle commissioni hanno portato a una grande differenziazione nei tempi di lavoro delle singole commissioni. Alcune commissioni hanno già concluso i lavori, altre devono ancora iniziarli. Poiché il numero di citazioni può cambiare significativamente nell’arco di due-tre mesi, è evidente che i candidati dei settori valutati più tardi potranno avvantaggiarsi di un numero maggiore di citazioni. Si è messo in atto una sorta di “doping delle citazioni” praticato solo a vantaggio di alcune squadre.
  5. Anche se il concorso non è di tipo comparativo, il candidato di un settore potrebbe avere (legittimo) interesse a che un suo collega non riceva l’abilitazione. Il ritardo nel calcolo delle citazioni potrebbe consentire al secondo di superare le mediane, quando invece non le avrebbe superate se il conteggio fosse avvenuto nella data prevista.
  6. Esiste una questione formale e sostanziale relativa al conteggio dell’H-index contemporaneo (Hc), il terzo degli indicatori bibliometrici. La definizione data dall’ANVUR è la seguente
  • formula
  • dove:

• S(i,t) è il valore dell’indicatore citazionale per l’articolo iesimo al tempo t nel quale si calcola il numero di citazioni;

• C(i,t) è il numero di citazioni rilevato dalla banca dati al tempo t per l’articolo iesimo;

• t1 è l’anno di pubblicazione dell’articolo.

Secondo questa definizione se le citazioni vengono conteggiate nel 2012 (come tutti ritenevano) bisogna riportare a denominatore il 2012, se invece vengono conteggiate nell’anno successivo bisogna riportare il 2013.


Formule fantastiche

L’ANVUR - in aperta contraddizione perfino con le definizioni matematiche da essa stessa prodotte - ha stabilito che l’indicatore Hc viene calcolato con una formula di totale fantasia: le citazioni a numeratore sono relative al 2013, mentre a denominatore si considera il 2012. A parte l’evidente insensatezza della soluzione adottata, si commette una violazione di una formula che essendo riportata in una delibera dell’ANVUR ha valore di norma di legge a tutti gli effetti.

Ad esempio un articolo del 2008 che al 2012 ha ricevuto 20 citazioni avrebbe dovuto avere valore S paria a 16. Se al 2013 avesse ricevuto 25 citazioni il valore sarebbe invece S=17. Secondo invece la soluzione adottata dall’ Anvur gli viene assegnato un valore S=20. Una differenza notevole che potrebbe modificare i parametri di quella ampia fascia di candidati che si trova con valori in prossimità della mediana.

Siamo dunque in presenza di un rigonfiamento degli indicatori bibliometrici? Si, siamo in presenza di un dopaggio dei candidati che gioca a danno di chi attenendosi alle norme non ha presentato domanda (o l’ha ritirata) e  che per di più costituisce anche una palese tradimento delle finalità stesse del metodo quantitativo che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, fornire certezza e rigore di valutazione.

L’Anvur è insomma riuscita a trasformare la valutazione quantitativa in una barzelletta. Approssimazione, lungaggini, ritrattazioni, errori nelle definizioni matematiche e nelle formule, database incompleti sono gli ingredienti della ricetta “salvifica” preparata dall’Anvur per redimere l’università italiana.  

Che dalla roccaforte dell’Anvur si ammaini perlomeno la bandiera dell’efficienza, il vessillo della crociata “meritocratica”: quel che è stato messo in piedi è solo un enorme pasticcio che ingolferà tribunali e università. 

 

 

NOTE

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La definizione del contemporary H-index è riportata nel documento del consiglio direttivo dell’ANVUR “Abilitazione scientifica nazionale – la normalizzazione degli indicatori per l’età accademica”.

 

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