Rivista dell'Università in Movimento
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La scuola pubblica tra scandali e silenzi
Controgiornale - Prima pagina
Connie Fascella    19.10.12


Ancora una volta!fiscal-compact-il-silenzio-e-doro-L-8ZK4l 1

Prof. in gita, studenti a casa a mezzogiorno. Ci risiamo ancora una volta! Un’altra occasione per dare addosso alla scuola pubblica e ai docenti scansafatiche: le gite scolastiche d'inizio anno che lasciano le classi scoperte e frotte di alunni a casa. L'ennesimo scandalo dei professori-fannulloni questa volta è in chiave vacanziera: i professori palermitani sono andati in gita solo pochi giorni dopo esser tornati dalla vacanze! La denuncia viene da Salvo Intravaia nel suo articolo di martedì 2 ottobre pubblicato su Repubblica cronaca di Palermo che titola appunto Prof. in gita, studenti a casa a mezzogiorno.

 

Una pera più una mela

Poco importa se, in verità, nell'articolo si prosegue poi affermando che le scuole ad avere i docenti “in gita” sono solo tre (Il Garibaldi, L'Einstein e il Pareto) e che inoltre i sospettati professori vacanzieri non sono proprio “in gita”, ma in viaggio d'istruzione o in partenza per stage con i loro alunni in qualità di accompagnatori. Poco importa perché un articolo di cronaca in genere si sfoglia e non si legge, e se proprio lo si legge non lo si fa col cipiglio del filologo. E difatti nell'articolo sulla scorta del titolo si addensano altri nomi di scuole aperte con orario ridotto: Il Vittorio Emanuele III, il Galileo Galilei e il Benedetto Croce. Siamo dunque in presenza di una valanga di professori vacanzieri? Non proprio. Si sommano insieme pere e mele: il Vittorio Emanuele III ha un orario ridotto per problemi organizzativi, mentre il Galilei e il Croce hanno ridotto l'orario per alcuni giorni a causa dell'eccessivo caldo. Una pera e una mela non fanno due mele, e nemmeno due pere; tutt'al più fanno una macedonia dagli ingredienti striminziti.


Cui prodest?

Sembrerebbe dunque che fin dalla scelta dei titoli (oltre che degli argomenti, eppure ce ne sarebbero di veramente seri di cui parlare…) i nostri media non vogliano rendere giustizia alla scuola ed in particolare alla scuola pubblica ed anzi prendano a pretesto episodi marginali per gettarla nel discredito. Perché non si affrontano piuttosto i problemi delle scuole italiane ponendoli sotto la lente d'ingrandimento di un'informazione capillare, rigorosa, aderente alla realtà? E noi tutti perché per parlare di scuola prendiamo a campione solo il peggio (o il presunto tale)? Sta diventando sempre più comune il messaggio di una scuola inadeguata e di una classe docente privilegiata che lavora poco e male. L'opinione pubblica ne è sempre più convinta e plaude a qualsiasi notizia che discrediti il lavoro che ogni giorno compiono gli insegnanti. A Palermo come a Milano, gravarli di altre mansioni sarà domani la conseguenza necessaria.

 

I puntini sulle i

I docenti “in gita”, dunque? A scuola sappiamo che i docenti accompagnano gruppi di alunni all’estero per arricchire l’offerta formativa e contribuire a realizzare un’educazione alla cittadinanza attraverso attività che consolidano e potenziano le competenze di base e professionalizzanti, sia nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, attraverso stage, sia nell’ambito di attività volte allo sviluppo della cultura dell’integrazione e dello sviluppo delle lingue. A casa i genitori sanno che oltre le lezioni in classe le scuole organizzano attività extrascolastiche anch'esse formative, perché un ragazzo non è solo un alunno, ma una persona che deve crescere nella sua totalità. 

Il criterio seguito per la selezione dei progetti è quello di privilegiare i progetti finanziati col FSE, PON e POR 2007/2013 con i quali si riesce a sopperire alle mancanze delle nostre istituzioni che continuano a fare tagli alla spesa della scuola spacciandoli come ricerca di qualità ed ottimizzazione del lavoro scolastico. E’ questo ad esempio ciò che si fa negli Istituti professionali di Stato o nella scuola dove insegno, l’IISS “E. MEDI,” che lavorano con l’obbiettivo di formare per l'appunto ragazzi da inserire nel mondo del lavoro e cittadini a tutto tondo.

Dietro tutto ciò stanno i docenti che rinunciano a una parte dei famigerati quanto inesistenti tre mesi di vacanze estive per recarsi con i propri alunni all’estero e lo fanno - solo - per dedizione al proprio lavoro e ai propri studenti, anche al prezzo di sacrificare le vacanze con le proprie famiglie. Eppure questo normale funzionamento della scuola non viene raccontato. Come non viene raccontato cosa fa chi non va “in gita”. Sarà perché ciò che è ordinario non fa notizia, tuttavia per amor del vero si sappia che il professore “stanziale” non sta fuori dai cancelli di scuole chiuse ma va in classe e svolge regolarmente lezione anche in aule stipate di alunni, grazie all’aiuto di quei pochi collaboratori scolastici scampati ai tagli che si barcamenano fra piani, corridoi e bagni per garantire a tutti un minimo di pulizia e di sorveglianza.

 

Dopo il silenzio

E anche di questo non si parla. I dirigenti scolastici, i docenti di ruolo e non di ruolo e il personale ATA si destreggiano fra sforbiciate draconiane e spending review per garantire ai propri alunni il diritto allo studio in situazioni dignitose. Lo fanno con fatiche immani. Ma di questo non si parla. I docenti tornano a scuola a settembre ben prima dell’inizio delle lezioni per gli adempimenti di programmazione e nelle settimane di giugno e luglio sono a scuola per partecipare agli scrutini finali, agli ultimi collegi dei docenti, agli esami di Stato e di riparazione. Ma anche questo non si dice. In un momento così grave e delicato per la scuola italiana siamo avvolti da un silenzio assordante. E' il silenzio che precede la bufera. Per questo ciò che la cronaca non dice più spetterà a noi raccontare, perché solo difendendo pubblicamente il nostro lavoro riusciremo ancora a renderlo pubblico.

 

Commenti 

 
0 #1 Patrizia 2012-10-21 14:21
Condivido Connie: i prof in vacanza? E le responsabilità? La redazione di documenti? I figli a casa? Non mi sembra poi che la diaria contribuisca a fare di questi docenti dei Cresi..... Ma si sa noi siamo sempre in vacanza!! Professionalità svilite, competenze non adeguatamente retribuite....buon anno scolastico
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