Rivista dell'Università in Movimento
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Sul tortuoso cammino della proprietà intellettuale
Insegnare / Ricercare - Biblioteca
Emanuela Annaloro    22.05.11

Massimiliano Granieri, La gestione della proprietà intellettuale nella ricerca universitaria. Invenzioni accademiche e trasferimento tecnologico, Il Mulino 2010

 

           tortuoso        
Il volume (293 pagine) di Massimiliano Granieri sulla gestione della proprietà intellettuale è un libro tecnico-giuridico esaustivo e articolato per addetti ai lavori. Il ricercatore universitario interessato all’argomento, ma privo di competenze specialistiche, vi troverà perciò scarse delucidazioni. Probabilmente degli otto capitoli che compongono lo studio solo l’introduzione e il capitolo VIII sugli strumenti del trasferimento tecnologico possono interessare una platea di studiosi più ampia.

 

Nell’introduzione si delinea il contesto italiano a partire dalla pasticciata Legge Tremonti-Bis del 2001 che demagogicamente prometteva la titolarità delle invenzioni agli inventori. Nel II capitolo si compara la normativa italiana con quella statunitense del Bayh-Dole Act. Nel III capitolo si sfatano gli argomenti contra e i pregiudizi intorno al tema della proprietà intellettuale nella ricerca pubblica. Gli uomini, le strategie e gli algoritmi sono gli ingredienti del IV capitolo sull’analisi delle componenti del trasferimento tecnologico. Il V capitolo è dedicato alla ricerca cooperativa e alle cosiddette regole di appartenenza per l’attribuzione della titolarità. Il VI capitolo presenta i vari modelli di appartenenza, da quello della titolarità individuale, a quello della titolarità istituzionale, passando per i profili di appartenenza intermedi e i profili soggettivi. In questo stesso capitolo Granieri prende atto che è finalmente giunto il «tempo per una riforma» che predisponga regole chiare, costanti ed efficienti in materia di proprietà intellettuale. Serve insomma anche qui «una legislazione organica, frutto di dialogo fra tecnologi e giuristi, orientata all’efficienza e – caratteristica che finora è mancata - autenticamente rispettosa dell’autonomia universitaria» p. 193. Il VII capitolo affronta le problematiche del trasferimento tecnologico secondo l’ottica del mercato e della domanda di innovazione. Ed infine nell’VIII capitolo si delineano gli strumenti negoziali, i limiti e le caratteristiche contrattuali del trasferimento tecnologico.

 Il lettore medio - e dunque non appassionato ad una ricerca specialistica - troverà nel libro due limiti: da un lato vi riscontrerà un eccesso d’informazioni, particolari e riferimenti bibliografici, dall’altro noterà un difetto di esemplificazioni e di indicazioni pratiche. Sembra infatti che Granieri abbia inteso condurre uno studio fin troppo esaustivo sul tema, chiamando a raccolta non solo il quadro legislativo italiano attuale e la letteratura nazionale sull’argomento, ma anche il quadro normativo internazionale (specie americano) colto nelle sue varie tappe temporali e letto attraverso la letteratura internazionale. Ne risulta una sorta di saggio-silloge, in cui dati e puntualizzazioni si affastellano conferendo alla lettura l’andamento annoiato della revisione di una tesi.

 Anche la dispositio degli argomenti contribuisce alla pesantezza della lettura: la classica distribuzione degli argomenti dalla designazione del quadro generale a quello particolare, ovvero dal contesto all’analisi strumentale, si snoda prevedibilmente per tutte le 293 pagine, gravate peraltro da frequenti incisi, note ed excursus. Questi limiti, lo ripeto, sono però avvertiti soprattutto da un lettore interessato all’argomento ma non specialista della materia. Si tratta infatti di tecnicismi ed argomentazioni che se rendono la fruizione dello studio più difficoltosa non ne pregiudicano però la validità e la serietà nel merito. Del resto lo stesso Granieri nell’introduzione si mostra consapevole del fatto che: «un’indagine sui temi del trasferimento tecnologico richiede necessariamente di recuperare una dimensione funzionalista» p. 36. Di tale dimensione una cifra di scrittura breve sarebbe stata il giusto compendio.

Allegati:
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