Rivista dell'Università in Movimento
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Imagine all the engineers
all - In Questione
Emanuela Annaloro    13.09.12

imagesGli ingegneri

Immaginiamo che a un ingegnere venga chiesto di redigere un progetto sulla base di dati prodotti da altri senza che possa conoscere nel dettaglio le procedure di calcolo seguite per ottenere quei dati. Difficilmente un ingegnere serio, onesto e cauto firmerebbe quel progetto.

Immaginiamo ancora che il nostro ingegnere sia anche un professore universitario, componente di una commissione di concorso per l’abilitazione scientifica nazionale e che in questa veste gli venga richiesto non di firmare un progetto, ma un verbale di concorso in cui si stabilisca chi ha e chi non ha la maturità scientifica per diventare professore.

La maturità scientifica di quel candidato secondo le nuove norme ministeriali dovrebbe dipendere dal valore assunto dagli indicatori bibliometrici di cui lo stesso candidato è in possesso: solo chi supera una certa soglia - la famosa e fumosa mediana - potrà ottenere l’abilitazione. In una situazione del genere il nostro ingegnere/professore secondo voi accetterebbe di apporre la propria firma senza conoscere con precisione le modalità di calcolo delle mediane e la base di dati attraverso cui sono state calcolate?

Immaginiamo insomma quale potrebbe essere la condotta di quell’ingegnere/commissario che in sede di concorso debba valutare i candidati sulla scorta di mediane approntate da un’agenzia poco trasparente come l’ANVUR che nel giro di due settimane ne ha modificato i valori senza spiegarne il perché, salvo ammettere di avere sbagliato la definizione stessa di “mediana”…. Verosimilmente quell’ingegnere coinvolto in una procedura abilitante così congegnata, prima di firmare il verbale che discrimina promossi e bocciati s’interrogherà sul da farsi.

Siamo tutti ingegneri

Queste stesse domande devono essersele poste gli ingeneri chimici estensori della lettera che segue rivolta all’ANVUR in cui chiedono di conoscere i calcoli effettuati per ottenere le mediane. La loro è una richiesta di elementare trasparenza che si aggiunge a quella presentata dall’associazione Conpass, dalla rivista Roars, dal CUN e da tanti altri docenti.

Nella loro lettera gli ingegneri chimici affrontano altre importanti questioni legate alle abilitazioni:

1. Muovono una critica all’utilizzo dell’indicatore h-index contemporaneo. A differenza di quanto sostenuto dall’ANVUR, infatti, hanno potuto verificare che nel loro settore questo indicatore non è costante con l’età accademica, ma al contrario sfavorisce i giovani ricercatori rispetto ai più anziani.

2. Criticano un’impostazione eccessivamente algoritmica e vincolante della valutazione bibliometrica applicata agli individui, sottolineando che essa non dà adeguatamente conto di aspetti importanti del profilo scientifico del ricercatore: l’attitudine all’attività sperimentale vs teorica, al lavoro in autonomia vs lavoro di gruppo, l’intraprendenza nell’apertura di percorsi di ricerca inesplorati, la disponibilità alla cooperazione internazionale.

3. Rilevano che un’applicazione troppo rigida di tali algoritmi possa indurre atteggiamenti deviati nei modi in cui la ricerca scientifica è prodotta e divulgata. Atteggiamenti “socioculturali” di cui già oggi non si registrano più soltanto le premesse ma si iniziano a scontare gli esiti. (Ad esempio leggo mentre scrivo di una neonata società di consulenza editoriale che “risponde alle esigenze attuali di ricercatori e docenti universitari di ottenere risultati scientifici di riguardo e mantenere la dovuta continuità nella produzione scientifica rispettando in pieno le nuove normative ANVUR”: il cattivo seme sta già dando i suoi poveri frutti.)

4. Temono che le procedure di abilitazione vengano inutilmente esposte a contestazioni e ricorsi in una cavillosa guerra sui numeri, i cui effetti negativi riguarderanno non soltanto la regolarità dei procedimenti ma la credibilità stessa del sistema di valutazione.

Le loro sono critiche serie che meritano di essere condivise da tutti coloro che credono nella responsabilità del proprio mestiere. Sarà prosaico, ma per una volta immaginiamo di essere tutti ingegneri, pesiamo i dati, misuriamo le conseguenze delle nostre firme.

Allegati:
Scarica questo file (lettera_ANVURING-IND:25.pdf)lettera anvur ingegneri chimici[ ]194 Kb