Rivista dell'Università in Movimento
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Faq sul decreto abilitazioni
all - In Questione
Enrico Napoli - Giuseppe Caputo    24.06.12

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1. Cosa è l'età accademica? Come verrà calcolata?

Nel Regolamento si fa riferimento a tre "Indicatori dell'attività scientifica" (numero di articoli su riviste negli ultimi 10 anni, h-index e numero di citazioni), due dei quali dovranno essere "normalizzati per l'età accademica". La definizione di età accademica data nel Regolamento è

il periodo di tempo successivo alla data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale, tenuto conto dei periodi di congedo per maternità, di altri periodi di congedo o aspettativa, previsti dalle leggi vigenti e diversi da quelli per motivi di studio, nonché di interruzioni dell'attività scientifica per fondati motivi da valutare in relazione al curriculum del candidato.

L'individuazione di tale periodo costituisce uno dei punti più critici del Regolamento, in quanto difficilmente l'ANVUR potrà acquisire questo dato per ciascun docente. Se l'ANVUR utilizzasse l'anno della prima pubblicazione presente su SCOPUS o WoS, sottostimerebbe, in molti casi, l'età accademica (perché il primo lavoro su queste banche dati potrebbe apparire diversi anni dopo l'inizio dell'attività di pubblicazione scientifica), facendo quindi salire il valore delle mediane con le quali i ricercatori e gli associati si dovranno confrontare. E ciò potrebbe essere causa di (fondati) ricorsi, dal momento che il Regolamento parla di prima pubblicazione scientifica, senza distinguerne la tipologia.

Per ovviare a tale inconveniente, pare che l'ANVUR si orienti ad utilizzare le pubblicazioni che ciascuno sarà chiamato a caricare sul proprio sito docente presso il CINECA. Non sembra che questa metodologia metta al riparo dalle difficoltà di individuazione della prima effettiva pubblicazione, in quanto nessuno potrà mai garantire che ciascun docente carichi effettivamente la prima pubblicazione (magari proprio per ridurre la propria età accademica) e quindi, ancora, una volta, si rischia di vedere salire il valore delle mediane degli indicatori, con il già richiamato rischio dei ricorsi.

E ancora. Si dice che la prima pubblicazione dovrà essere «pertinente al settore concorsuale» e che si terrà conto di eventuali «interruzioni dell'attività scientifica per fondati motivi da valutare in relazione al curriculum del candidato». Tali valutazioni potranno ben essere effettuate dalle commissioni in sede di valutazione dei singoli candidati. Ma, ci si chiede: come farà a tenerne conto l'ANVUR nel calcolo delle mediane? Dovrà attivare i GEV per verificare, per ciascun docente, quale sia la prima pubblicazione effettivamente »attinente» al settore? Chiederà un'autocertificazione ai singoli docenti (che però potrebbero avere interesse a dichiarare non pertinenti le pubblicazioni più antiche, sempre allo scopo di ridurre la propria età accademica)? Chiederà a ciascun docente di dichiarare eventuali interruzioni della propria attività scientifica e ne valuterà la fondatezza?

 

2. Quali pubblicazioni verranno prese in considerazione dall'ANVUR?

Il Regolamento fa riferimento agli «articoli su riviste contenute nelle principali banche dati internazionali». Le incertezze interpretative (ed i conseguenti rischi di invalidazione delle procedure) non sono minori di quelle già richiamate per l'età accademica. Come si individuano le «principali» banche dati? Sarà, verosimilmente, l'ANVUR ad indicarle, ma è evidente che la vaghezza dell'aggettivo «principale» potrà essere causa di notevoli contestazioni. E' assolutamente nota, ad esempio, la limitata affidabilità di Google Scholar, che indicizza un numero elevatissimo di prodotti scientifici, ma presenta elevate difficoltà di loro attribuzione ai singoli ricercatori e non effettua alcun filtro legato alla “qualità” della rivista di pubblicazione. Chi potrebbe dichiarare, però, che essa non costituisca una delle principali banche dati internazionali?

Anche la distinzione tra articoli su riviste» e prodotti di diversa natura si presta a diverse interpretazioni. La banca dati di SCOPUS, ad esempio, classifica come Conference Paper (e non come Article) gli articoli pubblicati su Special Issue di riviste (anche ISI) che raccolgano una parte dei contributi presentati a congressi. Poiché essi vengono solitamente sottoposti ad una (pressoché) normale procedura di peer-review, difficilmente potranno essere esclusi dal calcolo, ma l'indicizzazione di SCOPUS potrebbe creare errori ed incertezze. Analoghe situazioni si rilevano nel database di Web of Science.

3. Perché l'ANVUR, attraverso i Rettori, sta chiedendo ai docenti di caricare tutti i propri prodotti sul sito del CINECA?

Per tentare di risolvere alcune delle incertezze legate ai punti già trattati, oltre alle difficoltà di sicura attribuzione dei prodotti ai singoli ricercatori, la procedura che probabilmente verrà seguita  non farà direttamente riferimento alle banche dati, ma piuttosto ai prodotti che ciascun docente inserirà nella propria pagina-docente. E' verosimile (ed auspicabile) che l'ANVUR faccia una verifica dei prodotti e della loro presenza su quelle che avrà identificato come le «principali» banche dati e che, in caso di rilevate difformità, chieda ai docenti di approvare la lista dei prodotti corretta. Non è chiaro, tuttavia, come si potrebbe procedere in caso di contestazioni e se la loro risoluzione potrà dare luogo a ritardi nel calcolo delle mediane rispetto ai tempi previsti.

Anche in questo caso, peraltro, si rilevano situazioni potenzialmente conflittuali, in quanto i professori ordinari avranno interesse a vedersi riconosciuto il più alto numero di prodotti (per potere essere ammessi alla partecipazione alle commissioni di esame e non correre il rischio di essere considerati, d'ora in avanti, professori "di serie B"), ma eventuali errori (per eccesso, in questo caso) avranno effetto sulle mediane con cui dovranno confrontarsi gli aspiranti all'abilitazione alla I fascia. Analoghe considerazioni valgono per i professori associati, allo stesso tempo concorrenti nelle procedure per il conseguimento dell'abilitazione alla I fascia e punto di riferimento per il calcolo degli indicatori con cui dovranno confrontarsi gli aspiranti alle abilitazioni per la II fascia.

4. L’utilizzo degli indicatori di impatto della produzione scientifica è obbligatorio?

Esso è obbligatorio per la formazione della lista dei commissari. Invece per la valutazione dei candidati è prevista la possibilità di discostarsi dai principi sanciti agli art. 4 e 5 del decreto sui criteri e parametri. In particolare, la commissione qualora intenda discostarsene deve motivare la scelta prima di effettuare la valutazione dei candidati pubblicando le motivazioni sul sito del ministero e dell’università sede del concorso. Inoltre dovrà darne conto anche nel giudizio individuale di ciascun candidato. Inoltre, la commissione ha facoltà di stabilire una ponderazione dei criteri e parametri e potrebbe anche indicarne di nuovi purché più selettivi.

Allegati:
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